In caso di terremoto

Martedì, 09 Luglio 2013 20:09

In caso di terremoto

 
 
 

Prima del terremoto 

• Informati sulla classificazione sismica del comune in cui risiedi.  (vedi fondo pagina)
Devi sapere quali norme adottare per le costruzioni, a chi fare riferimento e quali misure sono previste in caso di emergenza 

• Informati su dove si trovano e su come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e gli interruttori della luce. 
Tali impianti potrebbero subire danni durante il terremoto 

• Evita di tenere gli oggetti pesanti su mensole e scaffali particolarmente alti. 
Fissa al muro gli arredi più pesanti perché potrebbero caderti addosso 

• Tieni in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, un estintore ed assicurati che ogni componente della famiglia sappia dove sono riposti 

• A scuola o sul luogo di lavoro informati se è stato predisposto un piano di emergenza. 
Perché seguendo le istruzioni puoi collaborare alla gestione dell’emergenza

Durante il terremoto 

• Se sei in luogo chiuso cerca riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante (quelli più spessi) o sotto una trave. 
Ti può proteggere da eventuali crolli 

• Riparati sotto un tavolo. 
E’ pericoloso stare vicino ai mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero caderti addosso 

• Non precipitarti verso le scale e non usare l’ascensore. 
Talvolta le scale sono la parte più debole dell’edificio e l’ascensore può bloccarsi e impedirti di uscire 

• Se sei in auto, non sostare in prossimità di ponti, di terreni franosi o di spiagge. 
Potrebbero lesionarsi o crollare o essere investiti da onde di tsunami 

• Se sei all’aperto, allontanati da costruzioni e linee elettriche. 
Potrebbero crollare 

• Stai lontano da impianti industriali e linee elettriche. 
E’ possibile che si verifichino incidenti 

• Stai lontano dai bordi dei laghi e dalle spiagge marine. 
Si possono verificare onde di tsunami 

• Evita di andare in giro a curiosare e raggiungi le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale. 
Bisogna evitare di avvicinarsi ai pericoli 

• Evita di usare il telefono e l’automobile. 
E’ necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi

Dopo il terremoto 

• Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te. 
Così aiuti chi si trova in difficoltà ed agevoli l’opera di soccorso 

• Non cercare di muovere persone ferite gravemente. 
Potresti aggravare le loro condizioni 

• Esci con prudenza indossando le scarpe. 
In strada potresti ferirti con vetri rotti e calcinacci 

• Raggiungi uno spazio aperto, lontano da edifici e da strutture pericolanti. 
Potrebbero caderti addosso

San Giorgio a Cremano è stata classificata seconda categoria - zona 2 

Zona 1 - E' la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti
Zona 2 - Nei Comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti
Zona 3 - I Comuni inseriti in questa zona possono essere soggetti a scuotimenti modesti
Zona 4 - E' la zona meno pericolosa

Fonte: Dipartimento di Protezione civile

rischi

Giovedì, 14 Febbraio 2013 21:43

Ai fini di protezione civile, il rischio è rappresentato dalla possibilità che un fenomeno naturale o indotto dalle attività dell’uomo possa causare effetti dannosi sulla popolazione, gli insediamenti abitativi e produttivi e le infrastrutture, all’interno di una particolare area, in un determinato periodo di tempo. 

Il concetto di rischio è legato non solo alla capacità di calcolare la probabilità che un evento pericoloso accada, ma anche alla capacità di definire il danno provocato. Rischio e pericolo non sono la stessa cosa: il pericolo è rappresentato dall'evento calamitoso che può colpire una certa area (la causa), il rischio è rappresentato dalle sue possibili conseguenze, cioè dal danno che ci si può attendere (l’effetto). 

Per valutare concretamente un rischio, quindi, non è sufficiente conoscere il pericolo, ma occorre anche stimare attentamente il valore esposto, cioè i beni presenti sul territorio che possono essere coinvolti da un evento.

Il rischio quindi è traducibile nella formula: R = P x V x E

Pericolosità: la probabilità che un fenomeno di una determinata intensità si verifichi in un certo periodo di tempo, in una data area. 
V = Vulnerabilità: la vulnerabilità di un elemento (persone, edifici, infrastrutture, attività economiche) è la propensione a subire danneggiamenti in conseguenza delle sollecitazioni indotte da un evento di una certa intensità. 
E = Esposizione o Valore esposto: è il numero di unità (o "valore") di ognuno degli elementi a rischio presenti in una data area, come le vite umane o gli insediamenti.

L’Italia è un paese geologicamente recente. Da questa sua “giovinezza” deriva la particolare dinamicità del suo territorio, ad alto rischio di calamità naturali, dai terremoti alle eruzioni vulcaniche. Ai fenomeni naturali si uniscono quelli causati dall’attività dell’uomo, spesso legati a una cattiva gestione del territorio. 
 

Fonte: Dipartimento Protezione civile


 

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